Carelia. Il cuore della Finlandia secondo più di un intellettuale, ai tempi del nazionalismo antirusso. In particolare per Jean Sibelius, il compositore più amato del paese, che le dedicò l'omonima suite in tre parti, un tonante esercizio di romanticismo ancor oggi suonata un pò ovunque, da queste parti. E per lo stesso Elias Lönrrot, redattore del Kalevala, il poema nazionale, che proprio in queste terre raccolse, nel corso di ben undici viaggi a piedi, il corpus di leggende e racconti che avrebbe dato vita a questa raccolta di cinquanta runot (canti), essenza stessa della finlandesità. Si usa dire che i careliani siano un'etnia a parte, di credo ortodosso (a differenza del resto della popolazione) e ben più conservatrice in materia di usi e costumi. Quel che è certo è che ancor oggi, nonostante in seguito alla Seconda Guerra Mondiale due terzi del suo territorio siano stati annessi alla Russia, si tratta di un luogo puro, incontaminato come la natura in cui è immerso.
Finland. Everywhere.
giovedì 12 agosto 2010
martedì 10 agosto 2010
Tervetuloa Helsinkiin.
"Tervetuloa" significa "benvenuto". Una parola che capita di sentire spesso da queste parti, sin da quando ti si spalancano dinanzi le porte del terminal arrivi dell'aeroporto di Vantaa/Vanda, a nord di Helsinki.
Giungo nella capitale della Finlandia giusto ieri sera. Tutta la città è addormentata e deserta, è passata da poco la mezzanotte. Pernotto a Katajanokka, isolotto affacciato sul Golfo di Finlandia oramai convertito a terminal gigante per i traghetti diretti in Svezia, o in Estonia. Sembra quasi che Helsinki viva di una sua calma personale, ovattata, discreta. Da vera signora del Nord. Le luci che illuminano il centro città le danno un'aria particolarissima, difficile da spiegare.
La mattina, invece, è un'altra cosa. Piove, c'è il sole, di nuovo il cielo si scurisce. Un'alternanza che andrà avanti fino a sera. Gli abitanti corrono indaffarati da una parte all'altra dell'abitato con le loro valigette e le giacche a vento, mentre gironzolo per Mannerheimintie, il viale principale. La Kauppatori, Piazza del Mercato, è piena di curiosi negozietti di souvenir, spesso -come nel caso dei berretti fatti a maglia da donne d'ogni età- realizzati al momento. Sullo sfondo, le prime barche di pescatori rientrate presso il porto vendono il pescato del giorno, tra una folla di contrattatori ed una, altrettanto fitta, di turisti. Poco più in là, oltre il Palazzo Presidenziale -stranamente piccolo, quasi modesto, eppure proprio per questo "molto finlandese"- si trova la Tuomiokirkko, la Cattedrale Luterana, realizzata dal tedesco Engel nel XIX secolo, per ordine dello zar, preoccupato che la Svwezia, precedente dominatrice della Finlandia, potesse tornare a reclamarne il possesso e dunque determinato a creare una "nuova" capitale, scegliendo Helsinki in luogo di Turku e plasmandola sul modello della poco distante San Pietroburgo. Le similitudini, ancor oggi, non sono difficili da trovare. Il parco dell'Esplanade conduce presso il nuovo Parlamento, orrido ma maestoso scatolone modernista degli Anni Trenta posto tra il Museo d'Arte Contemporanea, il Kiasma, e la Finlandia Talo, creazione di Alvar Aalto, finlandese illustrissimo. Helsinki si è svegliata, vive, pulsa frenetica grazie alla sua popolazione tutto sommato esigua -mezzo milione di persone- e bilingue. Ovunque i cartelli sono presenti in finlandese e svedese; ovunque è possibile sentire i due idiomi mescolarsi, attorcigliarsi, integrarsi. Ed Helsinki vive.
Suomi, finalmente.
Questo secondo post lo scrivo direttamente da Lappeenranta, Finlandia sudorientale, a pochi chilometri dalla Russia. In questi giorni avrete parecchie notizie su come vanno le cose in questa terra meravigliosa, non disperate.
Moi moi!
venerdì 6 agosto 2010
Ripartendo dall'inizio.
Questo blogghettino nasce essenzialmente come inerte deposito di cavolate, appunti di viaggio, notizie riguardanti il mio grande amore: la Scandinavia ed il Nord Europa in generale. Più nello specifico, concerne invece la Finlandia, della quale mi sono innamorato irrimediabilmente ancor prima di metterci piede.
Finnofilia, la chiamano.
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